Dall'uomo a Dio – Sefirot e gerarchie angeliche è uno dei testi più esoterici di Omraam Mikhaël Aïvanhov. In esso l'autore utilizza gli insegnamenti della Cabala e della tradizione giudeo-cristiana per spiegare il rapporto tra l'essere umano, il cosmo e Dio. Il libro ruota attorno all'Albero sefirotico, che viene presentato come una mappa della creazione e, al tempo stesso, del percorso di evoluzione dell'uomo verso il divino.
Secondo Aïvanhov, Dio è la realtà assoluta, infinita e inconoscibile nella sua essenza. Per spiegare come l'essere umano possa entrare in relazione con il divino, usa una metafora: Dio è come un'immensa corrente elettrica. Una simile energia non potrebbe essere ricevuta direttamente dall'uomo; occorrono dei "trasformatori" che ne rendano possibile la trasmissione. Questi trasformatori sono le gerarchie angeliche, esseri di luce che trasmettono progressivamente la forza e la saggezza divine.
Egli introduce quindi l'Albero delle Sefirot, formato da dieci emanazioni divine. Ogni Sefirah rappresenta un attributo di Dio, una forza creatrice e una tappa del cammino spirituale. L'Albero non è soltanto una rappresentazione dell'universo: è anche la struttura interiore dell'essere umano. Crescere spiritualmente significa risvegliare in sé le qualità corrispondenti a ciascuna Sefirah.
Tra i temi principali troviamo:
Malkuth, il Regno, simbolo del mondo materiale e della vita concreta.
Yesod, il fondamento della vita psichica e creativa, dove l'autore insiste molto sulla trasformazione e sublimazione dell'energia sessuale.
Tiphereth, il centro dell'Albero, associato al Sole, al Cristo interiore e all'armonia.
Kether, la corona, che rappresenta la coscienza divina e l'unione con Dio.
Un altro argomento centrale è quello delle nove gerarchie angeliche (Angeli, Arcangeli, Principati, Virtù, Potestà, Dominazioni, Troni, Cherubini e Serafini). Aïvanhov le interpreta come livelli di coscienza e di servizio cosmico: gli Angeli sono più vicini all'umanità, mentre le gerarchie superiori operano su piani universali. Lo scopo non è "evocarle", ma comprendere l'ordine armonico dell'universo e imparare a collaborare interiormente con esso.
Il libro affronta anche temi cabalistici come:
i nomi di Dio, considerati espressioni delle diverse qualità divine;
Adam Kadmon, l'Uomo cosmico, modello perfetto dell'umanità di cui ogni persona rappresenta una piccola parte;
la luce come sostanza fondamentale della creazione;
la Santa Trinità interpretata come principio universale presente in tutta la manifestazione. (Edizioni Prosveta)
Il messaggio principale
Per Aïvanhov, l'essere umano non è separato da Dio: è chiamato a risalire consapevolmente il cammino della creazione, trasformando la propria coscienza. L'Albero sefirotico diventa così una guida pratica:
imparare a dominare gli istinti;
sviluppare virtù come equilibrio, amore e saggezza;
trasformare le energie inferiori in energie spirituali;
avvicinarsi progressivamente alla coscienza divina.
Le gerarchie angeliche non sono presentate come oggetto di devozione fine a sé stessa, ma come simbolo di un universo ordinato, nel quale ogni essere occupa un posto preciso e coopera all'armonia dell'insieme.
In una frase
Il libro insegna che l'uomo è un riflesso dell'universo e che, seguendo il percorso rappresentato dall'Albero delle Sefirot, può passare dalla coscienza limitata dell'ego alla coscienza universale, fino a realizzare l'unione con il divino.
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