20 anni di Pensieri Quotidiani tratti dall'Opera di Omraam Mikhaël Aïvanhov
Numerose tradizioni rappresentano l’universo come una …
Numerose tradizioni rappresentano l’universo come una montagna in cima alla quale la Divinità ha la Sua dimora, inaccessibile e inviolata. I Greci ponevano gli dèi sulla vetta del monte Olimpo; Mosè ha parlato con Dio sul Monte Horeb. Gli Iniziati si sono sempre serviti del simbolo della vetta, anche nei paesi dove non c’erano montagne elevate. La ricerca della vetta è l’impresa più importante, la più ricca di significato che l’essere umano possa intraprendere. Questo vuol dire che egli è cosciente che i poteri e le virtù accumulate in lui dal Creatore possono condurlo al di là di tutte le realizzazioni terrestri. Nella Cabala, l’Albero sefirotico può essere paragonato ad una montagna la cui cima è la sefira Kether: la più potente, l’onnisciente, l’amore divino. Per arrivare fino a quella vetta, sono necessarie grandi qualità: la tenacità, la volontà, la stabilità, l’intelligenza, l’audacia, e soprattutto un desiderio irresistibile di luce e di purezza. Queste qualità sono rappresentate dalle altre sefirot, da Malkut fino a Hokmah.
Omraam Mikhaël Aïvanhov