Omraam Mikhaël Aïvanhov
la Parola solare

 Omraam Mikhaël Aïvanhov

L'autore

Omraam Mikhaël Aïvanhov (1900-1986), di origine bulgara e discepolo del maestro Petăr Dănov (1864-1944), si stabilisce in Francia nel 1937. Filosofo, insegnante e maestro spirituale, impartisce per quasi metà secolo un insegnamento orale1, nel solco tracciato dai grandi saggi e Maestri dell’umanità.

Nel suo insegnamento sono esposte, con chiarezza, le grandi leggi della vita e sono forniti numerosi metodi che conducono a una migliore comprensione di se stessi e del proprio ruolo nell’esistenza. Benché siano molteplici i temi di spiritualità oggetto di approfondimento, le domande fondamentali riguardanti tutti noi alle quali occorre rispondere, precisa Omraam Mikhaël Aïvanhov, sono sempre le stesse: comprendere chi siamo, scoprire il senso della nostra esistenza terrena e superare, tramite metodi adeguati, gli ostacoli che si trovano sul nostro cammino.

Sono numerosi coloro che, nel mondo intero, vi trovano un messaggio di speranza e una fonte d’ispirazione per una migliore condotta della loro vita. Numerose persone s’ispirano, infatti, al suo insegnamento per il loro benessere, per la loro crescita spirituale o per comporre, a loro volta, opere spirituali o artistiche.

Nelle sue conferenze troviamo, altresì, una nuova luce per la comprensione dei Vangeli e dei principali testi sacri della tradizione cristiana, nonché degli insegnamenti orientali in tema di corpi sottili, chakra, aura, karma e reincarnazione…

La dimensione dell’universalità nella pratica spirituale

Attraverso questo Insegnamento, desidero darvi le nozioni essenziali riguardo all’essere umano: il modo in cui è costruito, le sue relazioni con la natura, gli scambi che deve fare con l’universo per potersi dissetare alle sorgenti della vita divina…”

Omraam Mikhaël Aïvanhov ha esplorato e descritto la natura umana in tutte le sue dimensioni (individuale, familiare, sociale...) con nozioni chiare e concrete, necessarie per la nostra crescita. Ma, allo stesso tempo, ci ha reso consapevoli delle relazioni che dobbiamo mantenere con il mondo che ci circonda, non solo quello umano, ma quello naturale e l’intero universo. Perché il lavoro spirituale ha un vero significato solo se, al di là dello sviluppo personale, ogni individuo è pienamente permeato dall'idea di far parte della grande famiglia umana e di essere cittadino del cosmo.

Egli è convinto che la pace fra gli esseri umani su tutta la terra è indispensabile e che la maggior parte dei problemi della società attuale potrà essere risolta solo se un ideale di fratellanza diverrà il primo obiettivo dell’umanità. Se tutti gli esseri umani riusciranno finalmente a considerarsi uniti da legami fraterni, ritroveranno e ristabiliranno la loro dimensione e la loro origine spirituale. Allora una fratellanza universale sarà possibile e tutti, senza distinzione d’origine, di rango sociale, di credo, potranno vivere in armonia con se stessi, con gli altri e con la natura.

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La sua biografia

Nato il 31 gennaio del 1900 a Serbzy in Macedonia, Omraam Mikhaël Aïvanhov in seguito è vissuto a Varna in Bulgaria. La sua gioventù si svolge in condizioni difficili: la perdita di suo padre, la povertà, l’instabilità e le guerre furono per lui altrettante occasioni per sviluppare la sua volontà, approfondire le sue conoscenze spirituali e rinforzare il suo amore e il suo desiderio di essere utile all’umanità.

A 17 anni Omraam Mikhaël Aïvanhov incontra Petăr Dănov, Maestro bulgaro molto conosciuto all’epoca in Bulgaria la cui notorietà aveva di gran lunga superato le frontiere di quel paese. Per una ventina di anni, gli scambi fra il Maestro e il discepolo furono abbondanti e intensi.
Dopo gli studi universitari, Omraam Mikhaël Aïvanhov diventa professore e poi direttore di collegio. Parallelamente segue assiduamente l’Insegnamento di Petăr Dănov. Lettore appassionato di opere spirituali, egli sperimenta su se stesso le verità spirituali ascoltate dal suo Maestro.

Nel 1937 avvertendo che degli sconvolgimenti politici avrebbero causato l'interdizione di tutte le associazioni di carattere spirituale in Bulgaria, Petăr Dănov chiede al suo discepolo di partire per la Francia alfine di perseverare e proseguire la sua opera e di fare conoscere questo insegnamento, sviluppandolo per adattarlo alle nuove condizioni della società. A discapito delle difficoltà e delle prove, rimane fedele alla missione che aveva ricevuto e senza sosta dona in modo disinteressato il suo amore, le sue conoscenze e la sua attenzione a tutti coloro che incontra.

Nel 1959 dopo avere lavorato per più di venti anni al compito affidatogli da Petăr Dănov, Omraam Mikhaël Aïvanhov partì per un soggiorno in India dove restò per un anno. Li incontrò il 17 giugno 1959 il Mahavatar Neem Karoli Babaji, di cui Yogananda parla nella sua opera Autobiografia di uno Yogi, il cui ruolo è da molto tempo quello di guida per i profeti e i maestri. In circostanze nelle quali Omraam Mikhaël Aïvanhov è sempre rimasto molto discreto, ricevette  il nome “Omraam”.
Nel corso di questo viaggio, fece numerosi altri incontri. Fra questi, menzioniamo:  Ma Ananda Moyi (1896-1982) - Swami Nityananda (1896-1961) - Anagarika Govinda (1898-1985) - Swami Shivananda (1887-1963)

Sino a quel momento, Fratello Mikhaël aveva rifiutato di essere chiamato Maestro dai suoi discepoli. Si era sempre considerato anch’egli come un discepolo del suo Maestro, Petăr Dănov. A causa di questo viaggio in India tutto cambierà. I discepoli che lo seguivano già da più di 22 anni, insistevano per testimoniargli il rispetto che gli era dovuto e, finalmente accettò di essere chiamato "Maestro".

Paesi visitati nel corso dei suoi viaggi 

Bulgaria - Canada - Ceylon - Egitto - Etiopia - Finlandia - Germania - Giappone - Grecia - Hong – Kong - India - Inghilterra - Israele - Italia - Libano - Marocco - Norvegia - Olanda - Spagna - Stati Uniti (California, Florida, Texas, New York, Washington D.C) e anche nei Caraibi e alla Hawaii - Svezia - Svizzera - Tailandia -Yugoslavia

Generalmente trascorreva la fine dell’anno e l’inizio del nuovo a Parigi (Izgrev).
Si recava poi in Svizzera, sulle alture di Vevey, (a Vidélinata) per alcune settimane da Febbraio a Marzo, sino al 1981.
Per il periodo di Pasqua, andava al centro del Bonfin (Francia) dove soggiornava anche i mesi estivi (luglio e settembre).
In autunno, si ritirava nei Pirenei, in un luogo chiamato Trasoulas.

Date biografiche principali

A 11 anni, con sua madre e con suo fratello      Bulgaria - Peter Deunov al centro, Omraam Mikhaël Aïvanhov  (allora Mihail Ivanov) sulla destra      1937 - All'arrivo in Francia      1959 - Prima di partire per l'India      1960 - Al suo ritorno dall'India  

1900
: 31 gennaio nascita
1907 : primavera, distruzione del villaggio natale e partenza per Varna (Bulgaria)
1908 : Ottobre morte di suo padre
1915 : illuminazione: sente la “musica delle sfere”
1917 : inverno, primo incontro con il Maestro bulgaro Petăr Dănov
1923 - 31 : Sofia, studi universitari: ottiene la laurea in psicologia e frequenta corsi in diverse facoltà
1932 - 35 : Direttore di collegio
1937 : luglio, arrivo in Francia
1938 : Gennaio, prima conferenza pubblica a Parigi (La Sorbonne), parla della “seconda nascita”.
           Giugno, prima conferenza pubblica a Lione, parla della “Galvanoplastica spirituale” sull’educazione prenatale.
1944 : 27 dicembre, dipartita di Petăr Dănov all’età di 80 anni
1945 : primo gruppo fraterno in Svizzera, paese in cui soggiornerà di frequente, particolarmente in febbraio – marzo.
           Natale, pubblicazione del suo primo libro intitolato “Amore, Saggezza, Verità”, con un introduzione di Lanza del Vasto
1947 : acquisto della proprietà “Izgrev” a Sèvres (Parigi) dove si tengono gli incontri.
1948 : 16 gennaio: ufficializzazione della Fratellanza Bianca Universale.
            21 gennaio: a causa di false accuse viene arrestato.
1950 : Marzo, liberazione, seguita nel 1960 della sua riabilitazione.
           Metà marzo, ripresa di contatto con la fratellanza a Izgrev.
1953 : primo congresso nel centro del Bonfin, sulla costa azzurra (Francia)
1959 : febbraio -  partenza per l’India
1960 : febbraio - ritorno dall’India
1961 à 1985 : frequenti viaggi nel mondo intero.
- Soggiorno in diversi paesi nel corso dei quali terrà centinaia di conferenze.
- Incontro con dei capi religiosi e spirituali di alto rango.
- Migliaia di incontri con le persone che chiedevano di incontrarlo privatamente.
1972 : Pubblicazione del primo volume delle Opere complete.
1986 : ultimo anno passato nel centro del Bonfin.
            25 dicembre - lascia il corpo fisico nel centro del Bonfin.

Il nome "Omraam"

Nella sua opera su Omraam Mikhaël Aïvanhov, The Mystery of Light (I misteri della Luce), Georg Feuerstein spiega che il nome “Omraam” è formato de due mantra “Om” e “Ram” molto conosciuti in India.

          - Om è il mantra più sacro degli Hindu. Rappresenta l’Assoluto il Divino.

          - La sillaba Ram, trascritta in francese Raam affinché sia correttamente pronunciata, è il mantra che rappresenta il fuoco.

Nella opera autobiografica Per diventare un libro vivente, Omraam Mikhaël Aïvanhov, dà qualche precisazione a proposito del suo nome e ne spiega il senso iniziatico in modo seguente:
Il nome che mi è stato dato in India, Omraam, corrisponde ai due processi “solve” e “coagula” degli alchimisti: Om dissolve le cose, le rende sottili, e Raam le materializza, le concretizza. Il nome Omraam è un intero processo di concretizzazione: l’idea invisibile, impalpabile che deve incarnarsi sulla terra affinché il mondo intero possa vederla, toccarla.”

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La trasmissione

Colui che i suoi discepoli ormai chiameranno Maestro, nell’accezione orientale del termine che implica la padronanza di sé e il talento di pedagogo, amava dire che un vero Maestro è una persona che conosce la verità, che comprende perfettamente bene le leggi e i principi dell’esistenza e li rispetta, e che ha anche la volontà e la capacità di dominare il proprio mondo interiore e utilizzare questa padronanza nell’unico scopo di “manifestare tutte le qualità e le virtù dell’amore disinteressato”

A partire dal 1938 e sino al 1986, Omraam Mikhaël Aïvanhov terrà quasi 5.000 conferenze, dapprima in Francia (Parigi, Lione e qualche anno dopo a Fréjus sulla costa mediterranea) e in Svizzera, poi in Canada, negli Stati Uniti, in India, in Svezia e in Norvegia.

Questa abbondante sorgente di conoscenze spirituali, esoteriche e psicologiche, nella sua essenzialità è diffusa dalle Edizioni Prosveta che sono presenti nei cinque continenti.

I centri fraterni, sorgenti di luce nel mondo.

Omraam Mikhaël Aïvanhov fondò dei centri in diversi paesi. Questi centri della Fratellanza hanno accolto centinaia di persone interessate dal suo Insegnamento e dalla vita fraterna che vi era proposta.

Per aiutare coloro che venivano ad ascoltarlo e vivere l’Insegnamento, Omraam Mikhaël Aïvanhov operò da pedagogo e trasmise una conoscenza chiara sulla struttura umana, con i suoi diversi corpi, e sulle sue due nature – superiore (nella sua terminologia: “individualità”) e inferiore (“o “personalità”) – la cui conoscenza, diceva, è la chiave per risolvere tutti i problemi della vita.

Lo scopo dei centri, come amava ricordare, è di mantenere nel mondo dei focolai di luce, per poter creare un modello di fratellanza, come in quell’Età dell’Oro annunciata da numerosi insegnamenti.

Fino alla sua dipartita il 25 Dicembre 1986, Omraam Mikhaël Aïvanhov tenne migliaia di conferenze, fece dei viaggi nel mondo intero. Fu un “portatore di luce”, un essere vivificante e amorevole, entusiasta e accessibile che, lavorò instancabilmente, per il benessere di tutti. Fu un modello, testimone di una coerenza perfetta tra il suo pensiero, la sua parola, i suoi atti. Profondamente ancorato nell’unità del Sé, ricettivo ai mondi sottili, era ugualmente aperto agli altri, operando nel cuore della realtà quotidiana per tutta l’umanità, per tutta la terra e per l’universo.
Omraam Mikhaël Aïvanhov può essere giustamente considerato come facente parte dei Maestri realizzati, dei Maestri autentici che si incarnano, nel corso dei secoli, in numerosi paesi.

1958 – Nelle Alpi, in Svizzera      Anni ’70 – A Fréjus, nella tenuta del Bonfin      Anni ’80 – In conferenza

Una visione universale della Vita e della Fratellanza

L’Insegnamento che ha trasmesso è basato su una conoscenza approfondita dell’essere umano e del suo posto nell’universo, che privilegia l’intuizione del cuore e la semplicità alle conoscenze intellettuali superficiali. Cosciente che il lavoro su se stessi è esigente, non smetteva d’incoraggiare i suoi discepoli incitandoli a proseguire sul cammino spirituale che porta all’unità interiore. Il vissuto e l’esperienza personale primeggiano per Omraam Mikhaël Aïvanhov e, a tale proposito, amava dire che non è analizzando un arancia in tutte le sue forme che la si può conoscere ma gustandola.

Questo Insegnamento ha un apertura universale, e i numerosi metodi che dona rispondono sempre più ai cambiamenti della mentalità e ai problemi posti dalle condizioni attuali di vita. La sua costante preoccupazione fu di essere utile ai suoi contemporanei, di aiutarli a ritrovare in se stessi le forze che sono state deposte del Creatore alfine di partecipare alla realizzazione di una famiglia planetaria, profondamente fraterna, dove ogni cittadino dell’universo è figlio e figlia dello stesso principio cosmico. Così l’Insegnamento di Omraam Mikhaël Aïvanhov invita tutti gli esseri umani, senza distinzione di colore della pelle, di nazione, di religione, a realizzare sulla terra intera una vita degna, per il bene di tutti e di ciascuno.

Un Insegnamento solare

Omraam Mikhaël Aïvanhov amava qualificare l’emergere di una nuova coscienza con il termine “solare”, ad immagine del sole che distribuisce la sua luce, il suo calore e la sua vita a tutti gli essere qualsiasi siano.

Aiutare gli umani a ritrovare la loro propria dimensione spirituale pur rimanendo nel cuore del mondo in cui si trovano fu una linea di forza dell’Insegnamento di Omraam Mikhaël Aïvanhov.
Tutte le sue opere diffuse dalle Edizioni Prosveta sono portatrici di questo messaggio.

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