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La morte e la vita nell'aldilà
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Lasciate che i morti vadano tranquillamente là dove devono andare. I vostri parenti, i vostri amici... Non aggrappatevi a loro, non tratteneteli con il vostro dolore e i vostri rimpianti. E soprattutto non cercate di richiamarli per comunicare con loro: li importunereste e impedireste loro di liberarsi.

Pregate per loro, mandate loro il vostro amore, pensate che si stanno liberando e che si stanno elevando sempre più nella luce. Se li amate veramente, sappiate che un giorno sarete con loro. È la verità. Quante volte ve l'ho detto: là dov'è il vostro amore, un giorno sarete anche voi.

Alla morte di un essere caro, è naturale avere bisogno di aggrapparsi a dei ricordi: oggetti, lettere, fotografie... Ed è anche naturale andare a raccogliersi sulla sua tomba. Tuttavia, ciò che è nella tomba è il corpo, non lo spirito. Lo spirito ha bisogno di libertà e fa degli sforzi per liberarsi dal corpo e viaggiare nell'immensità, che è la sua vera patria. Chi soffre e piange su una tomba, come se la persona che è distesa nella bara dovesse rimanervi per l'eternità, limita e disturba quell'anima nel suo desiderio di liberazione, e non la ritroverà in questo modo.


Se volete aiutarla dite semplicemente:

«Signore, accogli questo essere nella Tua luce» e pensate a loro, parlate loro con molto amore. I morti sono estremamente sensibili ai discorsi che i vivi fanno riguardo a loro, come pure ai pensieri e ai sentimenti che nutrono per loro. Poiché le parole, come i sentimenti e i pensieri, producono vibrazioni ed emettono onde che toccano gli esseri disincarnati.

 

Vita dopo la morte
 
La vita dopo la morte non è che una continuazione – sotto un’altra forma – della vita attuale, e dunque la si prepara adesso.
L’anima si separa definitivamente dal corpo soltanto alcuni giorni dopo averlo lasciato, ma tutto ciò che il corpo ha vissuto – e che si è registrato in esso sotto forma di impronte – è indistruttibile e continua a esercitare un’influenza sull'anima. Per questo è importantissimo che cerchiate sempre il modo migliore di utilizzare le vostre energie; con tutto quello che avrete fatto di buono e di bello sulla terra, potrete continuare a costruire qualcosa nell’altro mondo. Perché possiate conoscere la pace, la gioia e la luce nell’aldilà, non è sufficiente che la vostra anima si liberi dal corpo. La pace, la gioia e la luce non saranno che la conseguenza di quello che sarete stati in grado di realizzare durante la vostra esistenza terrena.


 
La scomparsa di un essere caro è molto dolorosa e non dirò mai il contrario, perché anch'io l'ho provato – soprattutto se la scomparsa avviene in modo brutale, ma l'amore permette di superare. Voi pensate che più si ama e più si soffrirà di quella separazione. Sul momento, sì, senza alcun dubbio; ma se avete amato veramente un essere, con il tempo si crea un'altra forma di legame fra quell'essere e voi, e lo percepirete come una presenza costante. Anche di notte, mentre dormite, sarete con lui. Al mattino, forse non vi ricorderete di quell'incontro, poiché i viaggi dell'anima durante il sonno raggiungono solo raramente la coscienza, ma con il tempo sentirete sempre più la forza di quel legame.
Dio non ha fissato limiti all’amore. Gli esseri che si sono amati di un amore vero non si lasciano mai: la loro anima supera tutti gli ostacoli della materia.
 

 Bibliografia

Camminate finché avete la luce

Cap. VI - Prima che il sole tramonti
Cap. VII - Il passaggio nell'aldilà
Cap. VIII- La vita senza limiti
Cap. IX - Il significato dei riti funebri
Cap. X - Le nostre relazioni con gli spiriti familiari


I Frutti dell'Albero della Vita

Cap. XV - La morte e la vita nell'aldilà


La libertà vittoria dello Spirito

Cap. V - La morte liberatrice